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Depressione

Giudizi Universali

Come affrontare i sensi di colpa?

Una celebre frase di Sir Walter Scott recita così: “Il processo si svolge con rapidità quando il giudice ha già fissato la sentenza”. Questo, aggiungo io, avviene ancora più in fretta quando giudice e imputato sono la stessa persona, noi! Quante volte ci capita di indossare i panni del giudice severo, rigido, inflessibile, verso noi stessi? Quante volte il senso di colpa ci imprigiona in una gabbia mentale, ci mette alla sbarra e ci processa senza diritto di appello? Nessun avvocato che tenga, neanche il più brillante del foro, potrà salvarci da quella condanna. In fondo non ne abbiamo diritto, gli altri forse sì, ma noi no, non ce lo meritiamo. Le nostre colpe sorpassano i limiti del perdono e della pietà umana. Forse neanche Dio, nel momento del giudizio universale, potrebbe perdonarci. E se non lo fa lui, che diritto ho di farlo io? 

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Ansia e dintorni

Nessuno è perfetto

Il difficile legame tra ansia e perfezionismo

Ritieni di avere delle aspettative molto elevate e degli standard severi verso te stesso e gli altri? Bene, probabilmente sei un perfezionista, qualità spesso di grande aiuto nel raggiungimento di obiettivi sia scolastici che lavorativi. Ma a volte si possono avere degli standard di comportamento e aspettative che sono molto difficili, se non impossibili da soddisfare. Ciò può provocare grande senso di frustrazione e influenzare negativamente la nostra vita, sia nel lavoro che nelle relazioni, fino a trasformarsi in un vero e proprio disturbo psicologico. Frequentemente infatti riscontriamo il perfezionismo all’interno di depressione, disturbi d’ansia e del comportamento alimentare, situazioni che, se non affrontate, possono sfociare in gravi quadri psicopatologici.

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Relazioni

Tra moglie e marito non mettere….la pandemia!

In questi giorni larga attenzione viene data al problema della convivenza forzata tra le quattro mura domestiche. Ma quanto è difficile? Come nel più avvincente dei documentari il branco inizia a mostrare i primi segnali di squilibrio: ci ritroviamo mariti che, non potendo neanche contare sullo sport, sono alle prese con le pulizie più profonde e inimmaginabili dello scantinato. E se ci sono dei figli in casa l’avventura diventa estrema: la mamma alza bandiera bianca e lascia che i figli facciano i lavoretti usando i muri al posto dei fogli. Su chi ricade tutto questo? Ovviamente noi donne ne usciamo distrutte, è una battaglia senza vincitori.