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Promozione del benessere Relazioni

Non sapete come gestire la “dipendenza da internet” dei vostri figli?

Non siete i soli! L’uso sempre più frequente di tablet e smartphone anche in età molto precoce, sta diventando un problema da non sottovalutare. La cosiddetta “dipendenza da internet”, oltre ad influire sulle capacità relazionali del bambino, può avere effetti negativi sul suo sviluppo cognitivo. Allora che possiamo fare? La frase da non dimenticare mai è: dare il buon esempio e utilizzare buon senso! Di seguito alcuni consigli molto pratici per gestire questo problema

Non siete i soli! L’uso sempre più frequente di tablet e smartphone anche in età molto precoce, sta diventando un problema da non sottovalutare. La cosiddetta “dipendenza da internet”, oltre ad influire sulle capacità relazionali del bambino, può avere effetti negativi sul suo sviluppo cognitivo. Allora che possiamo fare? La frase da non dimenticare mai è: dare il buon esempio e utilizzare buon senso! Di seguito alcuni consigli molto pratici per gestire questo problema

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Promozione del benessere Relazioni

“Ma dai, è solo una bevuta!”

Gli ultimi dati Istat mostrano un costante incremento nell’abuso di alcool tra i ragazzi e una diminuzione dell’età di inizio. Come adulti e genitori possiamo trovarci in difficoltà nel comprendere e prevenire questo fenomeno. Cerchiamo di capire che cosa può attirare i giovani in questa trappola:

  • Malessere personale
  • Ricerca di accettazione da parte del gruppo dei pari
  • Difficoltà relazionali

Quali sono le conseguenze che l’abuso di alcool può comportare?

Gli ultimi dati Istat mostrano un costante incremento nell’abuso di alcool tra i ragazzi e una diminuzione dell’età di inizio. Come adulti e genitori possiamo trovarci in difficoltà nel comprendere e prevenire questo fenomeno. Cerchiamo di capire che cosa può attirare i giovani in questa trappola:

  • Malessere personale
  • Ricerca di accettazione da parte del gruppo dei pari
  • Difficoltà relazionali

Quali sono le conseguenze che l’abuso di alcool può comportare?

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Ansia e dintorni Promozione del benessere

Stanco di contare le pecore?

Il ticchettio dell’orologio, la goccia d’acqua che perde dal rubinetto, il sospiro di chi ci dorme accanto (e se russa siamo fritti!), e la lucina di notifica del cellulare. Tutto sembra tramare contro il nostro riposo.  Soprattutto quello smartphone, che sembra dirci “ehi, ho bisogno che tu mi prenda in mano, ci sono delle notizie di vitale importanza da leggere!” E addio sonno. Nel frattempo hai contato interi greggi di pecore e ogni altro genere di animale da pascolo. Anche tu fai parte del club della gente della notte? Bene questo articolo è dedicato a te! Come ben sappiamo, il sonno è una cosa seria, influenza la nostra salute in ogni suo aspetto, e per questo va salvaguardato, ad ogni età. Come farlo? È bene seguire alcune semplici regole di igiene del sonno, che possono permetterci di riposare meglio. Ecco di seguito le principali:

Il ticchettio dell’orologio, la goccia d’acqua che perde dal rubinetto, il sospiro di chi ci dorme accanto (e se russa siamo fritti!), e la lucina di notifica del cellulare. Tutto sembra tramare contro il nostro riposo.  Soprattutto quello smartphone, che sembra dirci “ehi, ho bisogno che tu mi prenda in mano, ci sono delle notizie di vitale importanza da leggere!” E addio sonno. Nel frattempo hai contato interi greggi di pecore e ogni altro genere di animale da pascolo. Anche tu fai parte del club della gente della notte? Bene questo articolo è dedicato a te! Come ben sappiamo, il sonno è una cosa seria, influenza la nostra salute in ogni suo aspetto, e per questo va salvaguardato, ad ogni età. Come farlo? È bene seguire alcune semplici regole di igiene del sonno, che possono permetterci di riposare meglio. Ecco di seguito le principali:

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Ansia e dintorni Uncategorized

E se avessimo un secondo cervello nella pancia?

Molte volte sento dire dalle persone che incontro in studio di soffrire di sintomi di tipo gastrointestinale, che apparentemente sembrerebbero esulare l’ambito psichico. Alla domanda fatidica “per caso soffre di mal di pancia o allo stomaco, come la gastrite ad esempio?” nella maggior parte dei casi la risposta è “si, spesso, ormai da molto tempo, e non so più che fare”. Anche tu sei tra queste persone? Ormai hai fatto tutte le visite da tanti specialisti e provato tutti i farmaci da banco. Ogni volta che dico: “forse è dovuto a un periodo di particolare tensione?”, vedo sguardi smarriti, increduli. Purtroppo questo tipo di sintomi sono molto frequenti in situazioni di forte stress, a maggior ragione quando questo è prolungato nel tempo. Problemi al lavoro o nelle relazioni personali mettono a dura prova i nostri due cervelli. Perché due? Perché la natura ci ha dotato di ben due centri nervosi, che dialogano costantemente tra loto: il cervello e l’intestino. Già, come probabilmente sai, il nostro intestino è ricco di cellule nervose che come delle impiegate stacanoviste ricevono e inviano segnali al cervello. Morale della favola? Tendiamo a trasferire e “sfogare” lo stress nell’apparato digerente. Attenzione, ciò non significa che tutti i casi possano essere attribuibili a cause psicologiche. Per prima cosa è bene contattare il proprio medico curante ed eventualmente approfondire con una visita specialistica, se questa non mostra problematiche di origine organica, possiamo ipotizzare che le cause siano da attribuire a quel costante dialogo tra i nostri cervelli. Allora che possiamo fare?

Molte volte sento dire dalle persone che incontro in studio di soffrire di sintomi di tipo gastrointestinale, che apparentemente sembrerebbero esulare l’ambito psichico. Alla domanda fatidica “per caso soffre di mal di pancia o allo stomaco, come la gastrite ad esempio?” nella maggior parte dei casi la risposta è “si, spesso, ormai da molto tempo, e non so più che fare”. Anche tu sei tra queste persone? Ormai hai fatto tutte le visite da tanti specialisti e provato tutti i farmaci da banco. Ogni volta che dico: “forse è dovuto a un periodo di particolare tensione?”, vedo sguardi smarriti, increduli. Purtroppo questo tipo di sintomi sono molto frequenti in situazioni di forte stress, a maggior ragione quando questo è prolungato nel tempo. Problemi al lavoro o nelle relazioni personali mettono a dura prova i nostri due cervelli. Perché due? Perché la natura ci ha dotato di ben due centri nervosi, che dialogano costantemente tra loto: il cervello e l’intestino. Già, come probabilmente sai, il nostro intestino è ricco di cellule nervose che come delle impiegate stacanoviste ricevono e inviano segnali al cervello. Morale della favola? Tendiamo a trasferire e “sfogare” lo stress nell’apparato digerente. Attenzione, ciò non significa che tutti i casi possano essere attribuibili a cause psicologiche. Per prima cosa è bene contattare il proprio medico curante ed eventualmente approfondire con una visita specialistica, se questa non mostra problematiche di origine organica, possiamo ipotizzare che le cause siano da attribuire a quel costante dialogo tra i nostri cervelli. Allora che possiamo fare?

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Disturbi alimentari

“Non è proprio fame… è più voglia di qualcosa di buono…”

Alzi la mano chi si ricorda di questa frase, che per molti anni ha accompagnato la pubblicità di un famoso cioccolatino. Sicuramente gli addetti ai lavori avevano ben presente il concetto di “fame emotiva”, e noi ci siamo cascati- tutti! Hanno trovato uno slogan che colpisce in pieno il nostro cervello, proprio là dove la percezione della fame nasce e si alimenta. E da lì la voglia irrefrenabile di qualcosa di dolce. Il problema è che questa fame non ha nulla di fisico, non ha come obiettivo quello di sfamarci, ma solo quello di appagare un piacere temporaneo. Quante volte ti capita di aprire la dispensa e fare piazza pulita di schifezze varie? Proprio come nelle dipendenze da sostanze, il cibo ti chiama, sei letteralmente sotto il suo controllo. Mentre mangi, una sensazione di piacere ti travolge, ma attenzione, dura molto poco! E’ proprio questo tipo di fame ad essere alla base delle abbuffate, che se fatte ogni tanto non sono un problema. La situazione degenera invece quando le abbuffate diventano frequenti e vanno ad influenzare negativamente il nostro stato di salute. Impariamo a riconoscere questo nemico invisibile, la fame emotiva: